Archivio per Raccontiamoci...

materiali da studio

Salve a tutti.

Ho cominciato a stampare i materiali che ci ha inviato marta ma, oltre ad essere -almeno per quanto mi riguarda-difficoltosi da aprire (nel senso che le parti di psicologia ci mettono 10 minuti l’una ad aprirsi…Ma magari questo è uno dei soliti 1000 problemi di Vista) mi pare sia davvero tanta roba da stampare e uno spreco inutile di inchiostro per ciascuno.

Non sarebbe meglio portare il prossimo sabato mattina le fotocopie in una copisteria, farle fare per tutti ( o per quelli che non le hanno ancora stampate)e poi uno passa a prenderle il sabato alle 18?mi pare molto più conveniente.

Che dite?

Ciao a tuuuuutti.

Chiara

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si torna a studiare…

Ciao a tutti.

Non ero convinta di iscrivermi a questa ssis (scuola di specializzazione per l’insegnamento, per chi non lo sapesse). Non ero convinta, a dirla tutta, nemmeno di iscrivermi al corso di musicoterapia, sebbene ci avessi buttato l’occhio da qualche anno.

Dopo l’università (cinque anni di parole parole parole, ma me la sono cercata, iscrivendomi a filosofia), e dopo l’ultimo anno passato a preparare il diploma di pianoforte ne avevo abbastanza. Volevo “fare” qualcosa, non  più studiare (nonostante mi sia sempre piaciuto studiare). Volevo, in realtà, “andare” da qualche parte, possibilmente via, possibilmente in un posto abbastanza lontano.

Poi, per una serie di cose, mi sono trovata a non sapere più nulla. E così, tanto per mettere le mani avanti, per tracciarmi una via, ho dato l’esame di ammissione a musicoterapia e alla ssis. Le due cose andavano abbastanza di pari passo Se li avessi passati entrambi: bene, ci si rimbocca le maniche e si ricomincia a studiare. Se uno dei due o entrambi non fossero andati: non lo so, forse avrei cercato altro.

Così un po’ per caso mi trovo qui, nella mia stanzetta a Ferrara, a preparare il primo esame. Anzi, sto scrivendo proprio per questo: sono tre giorni che studio ininterrottamente dalla mattina alla sera e quando poco fa mi sono trovata davanti ad un paragrafo che si intitola “Le stazioni della via crucis della coscienza naturale: dalle forme scettiche di opposizione allo scetticismo come fenomeno dello spirito” (non è uno scherzo: evidentemente ci sono individui che si esprimono in questo modo…) ho deciso che per questa sera ne avevo abbastanza e che era ora di pigliarmi una pausa.

Ci penso molto in questi giorni, a queste scelete che ho fatto (senza troppo scegliere consapevolmente). Le mie perplessità sulla ssis sono ancora del tutto intatte (è un corso terribilmente disorganizzato, con professori incompetenti che ci tocca seguire perchè c’è l’obbligo di frequenza e corsi del tutto inutili per la nostra formazione). Ma sulla musicoterapia no, proprio per niente. Anzi, dal primo giorno ho realizzato che avevo fatto la cosa giusta, che era esattamente ciò di cui avevo bisogno in questo momento. Senza parlare poi di quanto sia stato bello incontrare tutti voi, della ricchezza umana che trovo sempre in questo nostro gruppo.

Così volevo mandarvi un saluto e ringraziarvi.

Torno a studiare (magari passo ad un altro libro, qualcosa di più semplice, anche se non ho troppo scampo: ho l’esame dopodomani e non posso scappare ancora per molto dalle pagine scomode….)

‘notte!

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In classe

Vi racconto questa cosa che mi fa sempre ghignare.

Ancora qualche settimana fa ho insegnanto ” Vento sottile” alle mie “bestie” di I media ( 2 classi). Il risultato è che da allora i cari colleghi vengono spesso a lamentarsi da me perchè non ne possono più di sentirla cantare. A volte “esplodono” anche durante le lezioni (in particolare quelle più pallose) e cantano come i matti ( gli alunni eh, mica gli insegnanti, scherziamo?) E mi fa pensare a questi ragazzi (e i primi a partire sono sempre i più scalmanati) che hanno bisogno di cantare e urlare questa semplice e delicata canzone ( e non Merilyn Manson, per capirsi). Io, da brava prof., li dovrei riprendere ( qualche volta ci provano a farlo anche nelle mie ore), ma poi sento questa energia e, siccome NON sono una brava prof., ( però un musicoterapeuta magari se lo può permettere, che dite?) li lascio cantare e rido sotto i baffi ( in barba ai colleghi). E dovreste sentire dopo questa “catarsi” come tornano sul pentagramma a solfeggiare…

Da soddisfazione, anche se questo mi fa capire quanto ci sia da fare per diventare davvero un buon musicoterapeuta e quanto io sia probabilmente ancora PRIMA dell’inizio di questa strada.

Ave atque vale.

Chiara

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La mia prima volta!

Ciao a tutti, riporto qui in forma di articolo un commento di lunedì sera inserito da me nella sezione “Condividiamo”, spero sia gradito.

Eccoci qui in versione serale… buonasera a tutti!
Stasera sono stato iniziato alla musicoterapia…e mi è piaciuto un sacco.
E’ iniziato giusto oggi pomeriggio il progetto voluto da Elisa, mia guida MusicoTerapica e spirituale, che vede partire un’orchestra di disabili anche a Verona, e alla quale ho avuto l’onore di unirmi in veste di kamikaze!! Dico così perché aldilà delle varie esperienze in ambito sociale e musicali, ma sempre separate, mi sento chiaramente molto impreparato alla situazione; certo è che nella mia vita, se avessi sempre aspettato di sentirmi pronto a fare il prossimo passo non avrei combinato proprio niente!!! Quindi stasera mi sono trovato seduto in mezzo a quattro ragazzini simpaticissimi, e il mio compito (come quello degli altri 3 MusicoTerapeuti e dell’altra tirocinante) era semplicemente quello di ascoltare, ascoltare, ascoltare…. e non è semplice!! Mi sono infatti reso conto di quanto sia facile lasciarsi andare a un po’ di protagonismo abituati come siamo all’esibizione e poco all’ascolto e osservazione “sentita” e non solo critica. E’ facilissimo cadere, se pur con la massima semplicità, nella trappola del “senti come sono bravo”… dovrò lavorare tanto su questo, tanto tanto…quindi su le maniche e avanti tutta!!!
Ora chiudo e torno in cuccetta, vi aggiornerò al più presto!!
Ringrazio ancora il Capitano per la brillante idea di questo blog, soprattutto perché in pochi capirebbero l’emozione delle esperienze alle quali siamo sottoposti… io fino a prima del 15-16 dicembre non le avrei capite; ora inizio a sentirne il profumo.
Notte ;)

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Ma oltre a Musicoterapia?

Non vogliamo illudere i nostri bravi insegnanti, non siamo capo chino tutto il giorno sui testi e sugli appunti presi durante le lezioni.

La classe è varia ed ognuno ha una vita più o meno intensa, una professione o un’occupazione, hobby e curiosità che ci rendono unici e arricchiscono il gruppo.

Perché non dedicare quindi uno spazio proprio al racconto di se stessi…
In piena libertà, omettendo o esagerando eventi, così come ci vediamo o ci vedono gli altri, lasciandosi anche punzecchiare dai commenti degli altri…

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